| Ranked Score: | 23,784,394 | |
| Play Count: | 221 | |
| Play Time: | 3h | |
| Max Combo: | 1,485x | |
| Total Hits: | 32,225 | |
| Hits x Play: | 146 | |
| Replays Watched: | 0 |
A
1
History
About
🔥QUI, NON CI SONO FILTRI! QUI, NON PUOI SMIRARE!🔥
My world of text!!!
My settings
dm me for mutual ❤️
(i also use mutualify)
🔥 la storia della mia vita 🔥
Prima di Initial D, guidare per me non era solo noioso: era una condanna dell'anima. Sedermi al volante mi faceva venire voglia di spegnere il motore, scendere dall'auto e chiedere scusa all'asfalto per averlo disturbato. Ogni rotonda era un girone dell'inferno, ogni semaforo rosso una sentenza eterna. Io odiavo guidare. Lo disprezzavo. Lo rinnegavo. Se guidare fosse stata una persona, l'avrei bloccata ovunque.
Poi è successo.
Una notte qualunque, mentre il destino affilava i coltelli e l'universo prendeva appunti, ho premuto play. E da lì… il caos. Il cuore ha iniziato a battere a tempo di tachimetro, il sangue si è trasformato in benzina a 98 ottani e la mia anima ha innestato la quinta senza chiedere permesso. Le curve non erano più curve: erano prove divine. Le discese di montagna mi chiamavano per nome, sussurrandomi: “Accelera.”
Da quel momento non sono più stato lo stesso.
Io, che tremavo parcheggiando, ora vivo per il volante. Io, che schifavo la strada, ora la venero come una religione clandestina. Non guido più: combatto contro il tempo, contro la paura, contro la gravità stessa. Ogni cambiata è un giuramento. Ogni curva presa bene è una redenzione. Ogni errore… una cicatrice di guerra.
La gente dice che sono cambiato.
No.
Ora sono un pazzo folle. Un essere umano con lo sguardo perso all'orizzonte e il piede destro posseduto da spiriti meccanici. Sento il motore anche quando tutto è spento. Sogno tornanti. Parlo con le gomme. A volte credo che l'auto mi risponda.
Guidare non è più un mezzo.
È una missione.
È una maledizione gloriosa.
È l'unica cosa che mi fa sentire vivo mentre il mondo rallenta.
E tutto questo… perché un anime ha deciso di prendermi per mano, trascinarmi sull'orlo dell'abisso e urlarmi in faccia: “ACCELERA O MUORI DENTRO.”
Da allora, io accelero. Sempre.

Poi è successo.
Una notte qualunque, mentre il destino affilava i coltelli e l'universo prendeva appunti, ho premuto play. E da lì… il caos. Il cuore ha iniziato a battere a tempo di tachimetro, il sangue si è trasformato in benzina a 98 ottani e la mia anima ha innestato la quinta senza chiedere permesso. Le curve non erano più curve: erano prove divine. Le discese di montagna mi chiamavano per nome, sussurrandomi: “Accelera.”
Da quel momento non sono più stato lo stesso.
Io, che tremavo parcheggiando, ora vivo per il volante. Io, che schifavo la strada, ora la venero come una religione clandestina. Non guido più: combatto contro il tempo, contro la paura, contro la gravità stessa. Ogni cambiata è un giuramento. Ogni curva presa bene è una redenzione. Ogni errore… una cicatrice di guerra.
La gente dice che sono cambiato.
No.
Sono rinato.
Ora sono un pazzo folle. Un essere umano con lo sguardo perso all'orizzonte e il piede destro posseduto da spiriti meccanici. Sento il motore anche quando tutto è spento. Sogno tornanti. Parlo con le gomme. A volte credo che l'auto mi risponda.
Guidare non è più un mezzo.
È una missione.
È una maledizione gloriosa.
È l'unica cosa che mi fa sentire vivo mentre il mondo rallenta.
E tutto questo… perché un anime ha deciso di prendermi per mano, trascinarmi sull'orlo dell'abisso e urlarmi in faccia: “ACCELERA O MUORI DENTRO.”
Da allora, io accelero. Sempre.



























































































































































































































































































































































